Il Commento

Benedetto XVI a Gerusalemme

di Lorenzo Kamel
Gerusalemme -11 maggio 2009

 

Benedetto XVI è arrivato in elicottero a Gerusalemme nella tarda mattina di oggi. La parte orientale della città, agghindata già da alcuni giorni con migliaia di bandiere dello Stato d’Israele e del Vaticano, è pressoché paralizzata, con un ingente spiegamento dell’esercito e intere aree interdette al traffico. Il pontefice è atterrato a pochi passi dall’Hadassah hospital e dalla Hebrew Univesity, due siti quotidianamente molto affollati. Il sindaco della città Nir Barkat ha accolto il Santo Padre con le seguenti parole: «A Gerusalemme, la capitale d’Israele e del popolo ebraico, promuoviamo il pluralismo, il dialogo e la libertà di religione». Un segnale forte, tanto più in quanto pronunciato nella parte araba della città, rivolto indirettamente alla comunità internazionale (nel 2006 anche gli ultimi due stati, il Salvador e il Costarica, che mantenevano le proprie ambasciate dentro Gerusalemme le hanno spostate in direzione di Tel Aviv), da sempre contraria al riconoscimento di Gerusalemme quale capitale dello Stato ebraico.
Nel corso della visita Benedetto XVI si soffermerà al Muro del Pianto, al memoriale (la discussa immagine di Pio XII si trova invece all’interno del museo) dello Yad Vashem e nella moschea di al–Aqsa. Celebrerà anche una messa a Nazareth, area considerata a rischio dai servizi segreti israeliani soprattutto nei giorni della visita del Santo Padre, casualmente coincidente con la Nakba, la data (il 14 maggio) che per i palestinesi commemora le sofferenze patite nel 1948. Benedetto XVI non si recherà invece nella striscia di Gaza, da dove proverranno comunque alcuni pellegrini muniti di un visto speciale concesso dallo Stato ebraico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Pagina modificata Tuesday 21 September 2010