Il Commento

Muore Tirofijo: leader massimo delle Forze armate rivoluzionare colombiane.

di Chiara Lizzi

È oggi divenuta realtà quella che, nel corso dei decenni, numerose volte è stata annunciata e poi smentita: la morte di Manuel Merulanda Velez, più comunemente conosciuto col nome di Tirofijo.
Il leader massimo delle Forze armate rivoluzionarie colombiane, movimento guerrigliero fondato dallo stesso Tirofijo nel 1964, che da decenni combatte in nome del popolo e degli ideali comunisti, è uscito di scena improvvisamente lo scorso 26 marzo 2008, all’età di 78 anni.
Il governo colombiano, attraverso la dichiarazione del Ministro della Difesa Santos alla rivista di geopolitica colombiana “Semana”, sostiene che il leader sia stato ucciso durante un bombardamento dell’esercito regolare nelle zone amazzoniche dove si nascondeva. Di versione contraria è il portavoce delle Farc, Timoleón Jiménez, secondo il quale, stando a un documento emesso dalla televisione venezuelana Telesur, si è trattato invece di un infarto.
Una delle poche descrizioni esistenti di Merulanda, in quanto sono realmente pochi i civili che sono riusciti ad incontrarlo, è riportata da un biografo vicino alle posizioni di governo, il quale lo descrive con parole sintetiche: «78 anni, un metro e 68 centimetri, indio americano, naso grosso, capelli neri, soffre d'artrite. Professione: narco–terrorista».
Nato da una famiglia povera di campesinos, nella regione cafetera della Colombia centro–occidentale, Merulanda si diede alla «resistenza armata» nel’48, dopo l'assassinio di Jorge Eliecer Gaitan, il leader liberale che si batteva per la riforma agraria in un’epoca ancora dominata dai latifondisti e che, candidato potenziale vincitore alla presidenza, venne pero' assassinato dalle forze conservatrici pochi mesi prima delle elezioni.
Tirofijo, soprannome datogli per la precisione con cui sparava ai suoi nemici, ha vissuto nascosto nella giungla da quando nel 1953 assunse il comando di un gruppo di autodifesa agraria comunista. Ma non ingannino le premesse. Marulanda non puo' essere definito un vecchio guerrigliero rimasto prigioniero del passato, con il sogno impossibile della rivoluzione. Al contrario, le Farc, da lui fondate nel 1964 dopo varie militanze in gruppi clandestini, sono ancora oggi, soprattutto grazie al supporto di un’ampia fascia di popolazione appartenente alle classi più povere, in guerra con lo Stato colombiano e sostituiscono realmente l’autorità governativa: fanno infatti le leggi in centinaia di municipi, hanno in campo migliaia di uomini armati, nascosti in accampamenti mobili tra la cordigliera andina e la selva amazzonica, periodicamente tornano alla ribalta della cronaca internazionale per i gravi ed inammissibili casi di sequestro, tra i quali ricordiamo quello della candidata alla presidenza franco–colombiana Ingrid Betancourt.
Tuttavia è innegabile che la scomparsa del massimo rappresentante delle Farc sia un colpo duro inferto all’organizzazione, che si somma ai successi ottenuti dal governo negli ultimi mesi (il primo marzo, il numero due delle Forze armate rivoluzionarie colombiane, Raul Reyes, è stato ucciso da un attacco delle forze speciali, in un accampamento oltre–confine, in territorio ecuadoriano) e che contribuisce in maniera significativa a far sperare al Presidente Uribe, conservatore convinto, in un cambio decisivo dello scenario colombiano.
Ma non è facile prevedere quale sia il futuro per un paese desideroso di una pace fin troppo attesa, nel quale, tuttavia, quasi la metà della popolazione vive in condizioni di estrema povertà ed indigenza, vedendo i propri diritti quotidianamente calpestati da una minima parte della popolazione che controlla gran parte delle intere risorse del paese.

 

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Pagina modificata Thursday 3 May 2012