Il Commento

L’Europa è veramente forte nel mondo che cambia?

Il primo ministro olandese Balkenende, risponde al quesito nell’incontro organizzato alla Sapienza

di Francesco Aniballi

Qual’è la forza dell’Europa in un mondo che cambia? Quali sfide attendono l’UE in campo economico, politico ed istituzionale? Ne ha discusso con gli studenti della “Sapienza” Jan Peter Balkenende, primo ministro dei Paesi Bassi. All’appuntamento, organizzato il 14 maggio 2009 nell’ambito degli incontri internazionali dedicati ai paesi dell’UE, erano presenti anche studenti Erasmus e varie associazioni universitarie interessate all’Europa, tra la quali l’associazione Eurosapiens.
Dopo l’introduzione del Rettore, Luigi Frati, che ha sottolineato l’importanza dell’evento, il prof. Pasca di Magliano ha tracciato un excursus dell’importante carriera politico–istituzionale di uno tra i piu' giovani capi di governo dell’Europa. Laureato in Giurisprudenza e Storia nella Libera Università di Amsterdam, Balkenende non hai mai nascosto il suo spiccato profilo europeista, ispirato ad una ferma convinzione della bontà degli ideali che hanno portato alla creazione di un’Europa unita. Democrazia, libertà, solidarietà e stato di diritto furono i pilastri sui quali i pionieri dell’Europa, come De Gasperi, Spinelli, Schuman, Adenauer e Monnet, lavorarono per progettare e realizzare dal nulla un’unione tra paesi che, fino a poco tempo prima, erano in lotta. Ed è proprio da questi pilastri fondamentali che Balkenende ha voluto iniziare la sua lezione ripercorrendo le tappe storiche piu' importanti della costruzione europea, partendo dal passato, analizzando il presente e pensando al futuro.
Laddove nell’Europa del passato i diversi paesi non condividevano uno spirito unitario e non esisteva un’istituzione superiore ad essi, soltanto con la firma dei trattati comunitari, secondo Balkenende, si è cominciato a pensare ad una Unione che avesse piu' forza delle singole parti e pensasse con un’unica voce. Ma l’Europa ha raggiunto tale obiettivo? Nel presente, secondo il primo ministro olandese, ci si è ormai avvicinati a questo sogno: l’unione tra i diversi paesi ha permesso di portare pace, prosperità e stabilità anche grazie alla membership con i paesi dell’ex blocco dell’est. Non solo. Ma oggi l’Europa è stata capace di resistere all’impatto negativo della crisi economica mondiale, perche' non è caduta nella trappola del protezionismo e nell’intervento sul mercato.
Le ragioni di questo risultato positivo, ha proseguito il capo del governo dell’Aja, risiedono anche nell’introduzione dell’Euro: una moneta stabile ed autorevole, che ha creato uno scudo contro il protezionismo. Altrettanto importante, pero', ha avvertito Balkenende, è il rispetto del "Patto di stabilità e crescita" da parte di tutti i paesi membri, senza alcuna deroga rispetto ai parametri stabiliti. Questo permetterà all’Europa di rimanere economicamente affidabile e di mostrarsi credibile non solo agli occhi dell’opinione pubblica internazionale, ma anche ai nuovi membri prossimi all’entrata nell’Unione. “Se non riusciamo a mantenere tutte le norme stabilite", ha ammonito premier olandese “rischiamo di inviare un segnale sbagliato che potrebbe danneggiare la futura credibilità del processo di allargamento”.
Quali sono, in definitiva, gli auspici per il futuro dell’Unione? Il premier ha offerto degli importanti spunti di riflessione partendo proprio dalla crisi economica: “La recessione internazionale presenta un’opportunità unica per migliorare la governance dell’economia globale”, ha spiegato, affermando che “questo è il momento del cambiamento, il momento nel quale ridefinire la vigilanza sul sistema finanziario e stabilire norme per una condotta responsabile". Tuttavia, questo “nuovo corso”, dovrà riguardare non solo l’Europa ma dovrà essere "globale”. Agire insieme, quindi, questa la ricetta di Balkenende, per creare una nuova morale internazionale. In breve, una nuova agenda morale.
A conclusione del suo intervento, il premier ha fatto riferimento alle imminenti consultazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. L’auspicio è stato che tutti vadano a votare e che esprimano un voto positivo per l’Europa. Un voto, ha concluso Balkenende, che possa portare al rilancio del processo di integrazione, assicurando alle generazioni piu' giovani la possibilità di vivere in una prospera e stabile Unione Europea.

 

 


Pagina modificata Thursday 3 May 2012