Il Commento

Desearte Paz

di Chiara Lizzi – Medellin – Colombia – dicembre 2006

Desearte Paz

Nel complicato mondo della cooperazione internazionale, fatto di interventi massivi, grandi organizzazioni, alti capitali e molti interessi, ho una preferenza per i progetti di piccole dimensioni e che puntano allo sviluppo umano degli individui, alla crescita delle capacità personali ed alla sensibilizzazione e coscientizzazione della popolazione. Come parlare di sviluppo comunitario di una società senza passare per lo sviluppo degli individui che la compongono? Non bisogna perdere mai la fiducia negli uomini come protagonisti del cambiamento e dello sviluppo reale di una comunità.

Il progetto Desearte Paz, finanziato in gran parte dall’Unione europea e realizzato congiuntamente dall’Agenzia catalana di cooperazione di Barcellona e dal Centro Colombo–Americano di Medellin, sta operando nella città colombiana e nello stato di Choco, al confine con il Panama, una piccola/grande rivoluzione in questo senso. Tra i suoi successi risultano una metodologia di lavoro che ha generato una rete di partecipanti notevole, ampi spazi di riflessione e discussione, pratiche pedagogiche alternative ed un nuovo modo di guardare alle problematiche sociali.

Desearte Paz muove dal presupposto che la cultura e l’istruzione sono alla base dello sviluppo umano e che aprendo gli spazi culturali alle fasce meno abbienti della popolazione colombiana, come i rifugiati, i sicari e le prostitute, si possa costruire un nuovo modello di società, costruendo prima di tutto nuovi cittadini, consapevoli dei propri diritti e coscienti delle proprie potenzialità, in un mondo dove le alternative di vita appaiono spesso troppo remote e raggiungibili sono da una piccola percentuale di popolazione, quella più abbiente.

Un’idea di cooperazione, insomma, per la quale l’accesso agli spazi culturali e l’espressione artistica diventano voce e resistenza contro la violenza. Il tutto sostenuto da una gestione etica e trasparente che permette agli organizzatori di investire oltre il 70% del budget a favore dei progetti per i beneficiari.

In particolare, il progetto di cooperazione culturale Desearte Paz (letteralmente “Desiderarti Pace”, un titolo che unisce insieme desiderio, arte e pace) comprende tre grandi aeree di intervento: ricerca e specializzazione universitaria, attività dirette sul campo e sensibilizzazione della società. Lavorando a stretto contatto con diverse università colombiane e straniere, gli organizzatori, coadiuvati da docenti e studenti, portano avanti ricerche relative ad argomenti come la pace ed i diritti umani in Colombia, che costituiscono la base teorica per la successiva realizzazione dei progetti sul campo. Questi ultimi, rinnovati di anno in anno e attuati con modalità diverse, a seconda del tipo di beneficiari, vengono realizzati in diverse favelas della città, nelle carceri e nelle comunità afro–colombiane della giungla, al confine con lo stato di Panama. Tra gli altri, si può citare il progetto “Diritti sessuali e riproduttivi”, che ha insegnato il cucito a cinquanta giovanissime prostitute, tentando di reinserirle nel mondo del lavoro: grazie alla collaborazione di un’artista americana, le ragazze sono riuscite a realizzare delle opere d’arte con i tessuti, poi esposte nella galleria del Centro Colombo–Americano, che è la seconda galleria d’arte più importante della città. Un secondo progetto ha visto degli studenti di architettura e gli adolescenti di una favela trasformare montagne di spazzatura in un depuratore di acqua piovana, che la rende potabile per gli abitanti della zona, in genere scacciati dalle campagne ad opera dei guerriglieri o dei paramilitari. Le foto del progetto, “Rifugiati forzati”, sono state mostrate al pubblico nel Museo di Antiochia, il maggiore di Medellin, detto anche Galleria Botero, perché contiene le opere del grande artista, nato proprio a Medellin.

Il programma di sensibilizzazione passa invece attraverso il lavoro con 500 adolescenti di diversi istituti superiori i quali, attraverso studi, attività ludiche, partecipazione a mostre e cicli di cinema, si avvicinano alla realtà del proprio paese, troppo spesso mistificata dai normali canali di informazione, che evitano sistematicamente di denunciare i mali della società colombiana. Anche in questo caso, l’arte e la sensibilità artistica aiutano a comprendere e rielaborare i dati spesso drammatici attraverso la liberazione dell’espressività individuale e del sentimento.

Tra maggio e dicembre, grazie ad una borsa di studio della “Sapienza. Università di Roma”, in cui mi sono laureata, ho avuto l’opportunità e la fortuna di poter prendere parte a questo progetto. Anche se a volte difficile e fin troppo intensa per le situazioni decisamente forti con cui la periferia di Medellin costringe chiunque a confrontarsi, la mia esperienza è stata molto formativa ed appassionante.

Con Desearte Paz, la terza città della Colombia sta scoprendo un nuovo modo di accostarsi alla cultura e vivendo processi di cambiamento che, seppure non tangibili in un breve arco di tempo, di sicuro stanno marcando significatamente tanto i partecipanti ai progetti che tutta la popolazione. Per mezzo di campagne informative, tutti gli abitanti prendono coscienza delle problematiche più scottanti della loro società. Non è stato facile per i suoi ideatori, in primo luogo il colombiano Juan Alberto Gaviria (direttore della Galleria del Centro Colombo–Americano) e il catalano Tomas Guido Illgen (coordinatore del progetto) ottenere la fiducia di amici e sostenitori: si può veramente costruire una cultura della pace basandosi solo sull’istruzione e sull’espressione artistica? Eppure, i risultati ottenuti in questi due primi anni di progetto dimostrano che sì, si può.

Per me, quella di Desearte Paz è stata l’esperienza di cooperazione migliore alla quale ho potuto partecipare. Per questo, anche senza risorse economiche, ma solo per continuare ad appoggiare i suoi “visionari” ideatori e quella folla di ragazzini, piccoli ma anche adulti, che li circonda, tra qualche mese tornerò in Colombia, per partecipare alla prossima edizione del progetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Pagina modificata Thursday 23 October 2008