Il Commento

Shimon Peres

di Pamela Priori (giugno 2007)

Shimon Peres, l’uomo politico che ha voluto fare dell’Europa un riferimento della politica estera e di difesa di Israele nei primi, difficili anni di costruzione dello stato, è stato eletto alla presidenza del paese. Ufficialmente in carica dal 15 luglio, Peres, oggi nelle file di Kadima, vince sulle candidature di Reuven Livlin, del Likud, e di Colette Avital, del partito laburista, mettendo fine – così nell’immediato commento di Sheera Claire Frenkel per il quotidiano Jerusalem Post –, ad uno “storico ciclo di sconfitte”: le elezioni politiche nel 1996, le presidenziali del 2000 e prima dell’uscita dal partito laburista, le primarie contro il sindacalista Amir Peretz (2005).
Ancora scossa dai più recenti avvenimenti che hanno coinvolto la sua classe dirigente, Israele, nel suo parlamento, sceglie come capo dello stato un uomo simbolo della sua problematica storia. Peres ne è, insieme, uno dei più vecchi protagonisti e una delle figure di maggiore rilievo: dalla militanza sionista, dopo il trasferimento nella Palestina mandataria, ai difficili anni successivi all’indipendenza accanto a Ben Gurion, dal processo di Oslo – segnato dalla conquista, insieme a Yasser Arafat, del premio Nobel per la pace nel 1993 –, fino al progetto di Nuovo Medio Oriente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Pagina modificata Thursday 23 October 2008