Il Commento

Mercurino Arborio di Gattinara e la Monarchia universale

Il progetto politico e i documenti del cancelliere di Carlo V

Questa sezione del sito è dedicata ad una delle figure più importanti del Cinquecento europeo. Mercurino Arborio di Gattinara è ricordato come il maggior sostenitore del disegno universalistico di Carlo V, al quale anche recentemente sono stati dedicati importanti studi, fra cui il volume di Franco Cardini e Sergio Valzania, Le radici perdute dell’Europa, uscito nel 2006.

La sezione è a cura di Francesca Notargiovanni, laureata nel 2002 in Storia dell’Europa, presso il Dipartimento di Storia moderna e contemporanea della “Sapienza”, con una tesi su Gattinara, alla quale il volume di Cardini e Valzania ha avuto la cortesia di riconoscere il proprio debito

I testi che seguono comprendono:

- un’introduzione alla figura di Gattinara
- una cronologia della sua vita
- una bibliografia con gli scritti del cancelliere e la relativa letteratura
- una serie di documenti scelti dell’epoca di Gattinara

 

 

 

 

 

"Gli autori esprimono la propria gratitudine alla dott.ssa Francesca Notargiovanni, per aver loro consentito la lettura del suo ancora inedito studio dedicato a Mercurino Arborio di Gattinara e la realizzazione della monarchia universale. Da tale studio risulta con chiarezza come Mercurino fosse fautore di una linea più dura per quanto atteneva i rapporti fra Carlo V e Francesco I, specie dopo la battaglia di Pavia e il trattato di Madrid. Mercurino era certo che Francesco I, una volta liberato, avrebbe ripreso la sua politica ostile nei confronti dell’imperatore, nonostante gli impegni assunti. Fu sempre lui a condurre con grande equilibrio le trattative per la pace di Cambrai del 1529 e a proporsi come uno dei “registi” dell’incoronazione imperiale di Bologna dell’anno successivo. Ciò gli valse, da parte del papa Clemente VII, la concessione della porpora cardinalizia. Si deve ancora a Mercurino l’azione volta a fare in modo che l’imperatore concedesse ai cavalieri di San Giovanni che i turchi di Solimano il Magnifico aveva cacciato da Rodi, l’isola di Malta. Il valoroso diplomatico–cardinale venne a mancare però poco dopo, il 5 giugno 1530, a Innsbruck, mentre stava recandosi ad Augusta per prendere parte alla dieta convocata in quella città", in Franco Cardini e Sergio Valzania, Le radici perdute dell’Europa, Da Carlo V ai conflitti mondiali, Mondadori 2006, p. 165.


 

 

 

Pagina modificata Monday 3 March 2014