Il Commento

Diritti rifugiati in Europa. Politiche e prassi di integrazione dei rifugiati

Alessio D’Angelo e Antonio Ricci (a cura di)

RelazionInternazionali, 2005

Indice del libro

Locandina di presentazione del volume

Il volume “Diritti Rifugiati in Europa”, è stato realizzato in collaborazione con il CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati).

La prefazione del sen. Rino Serri, ad apertura della pubblicazione (pp. 7–12), oltre a proporre alcuni principi generali per l’integrazione dei rifugiati, sottolinea la necessità di riconsiderare il problema dei richiedenti asilo e dei rifugiati nel quadro di una “globalizzazione solidale, umana, che riconosca a tutti gli abitanti del globo almeno i basilari diritti umani” ed in tal senso auspica un’interpretazione estensiva della stessa convenzione di Ginevra.

Il primo capitolo (pp. 19–40) fornisce un inquadramento quantitativo dell’evoluzione del fenomeno e delle sue connessioni con il contesto normativo. I dati disponibili – numerosi, ma anche frammentari e disomogenei – richiedono un appropriato sforzo interpretativo e l’analisi svolta dal prof. Marcello Natale offre un supporto fondamentale per una lettura ragionata, che costituisce una delle basi per ogni consapevole intervento normativo ed operativo.

Il volume prosegue con un’ampia panoramica sul dibattito pubblico sulle politiche d’integrazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo in Europa (pp. 41–75). L’idea al centro dell’intervento del prof. Roger Zetter è che “la coesistenza di tendenze disgiuntive di convergenza e divergenza è il risultato della complessità e della conflittualità che ancora permane intorno al concetto di integrazione dei rifugiati” nell’ambito dei paesi europei e dei loro diversi modelli ed obiettivi.

Sul piano della società civile, l’intervento di Christopher Hein (pp. 77–91) offre un quadro esemplificativo della variegata realtà delle Ong europee e del loro impegno concreto in favore dei rifugiati. Questa rassegna offre nel contempo un quadro sintetico ma efficace del percorso di integrazione dei rifugiati e dei fattori che lo influenzano: gli aspetti legali, i diritti inerenti allo status, l’informazione, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, la struttura ed i programmi di supporto.

I successivi tre capitoli si soffermano nello specifico di alcuni casi paese.

Il confronto tra la realtà tedesca e quella britannica proposto da David Griffiths (pp. 93–109) mostra chiaramente come differenti storie di immigrazione portino a differenti concettualizzazioni della integrazione e differenti priorità in relazione ai rifugiati. Ciò nonostante è possibile individuare diversi aspetti comuni e in particolare un’esplicita politica della  nonintegrazione” nella fase di accoglienza dei richiedenti asilo, peraltro diffusa in gran parte dell’UE.

Per contro, relativamente al caso francese, Frédérique Bourgeois (pp. 111–126) osserva come l’inserimento di coloro che relegato ai soli dispositivi di diritto comune, i quali – senza supporti specifici – non sono sufficienti “a risolvere la problematica particolare posta dall’inserimento dei rifugiati”; in altre parole la condizione di formale uguaglianza con gli altri cittadini di fatto diviene penalizzazione.

Nel caso dell’Irlanda la via occupazionale sembra l’unico possibile canale di inserimento in un più generale contesto di chiusura verso gli impegni umanitari che – secondo l’analisi di Silvia Mussano (pp. 127–140) – è paradossalmente determinata dalla affermazione economica del paese. Per limitare e scoraggiare la richiesta di protezione è stata tessuta una “tela fitta e confusa di regolamentazioni”, culminata con la limitazione delle modalità di acquisizione della cittadinanza.

Quanto all’Italia – cui è dedicato il capitolo di Nando Sigona (pp.141–154) – ancora oggi appare difficile individuare un approccio consapevole e coerente sull’integrazione dei rifugiati, con una conseguente frammentazione delle pratiche che dovrebbero agire in tal senso. Quello italiano appare semmai come un “quasi sistema”, dove lo Stato ha scelto di svolgere un ruolo debole, demandando ogni azione “al privato sociale, che interviene direttamente o come subappaltatore per i comuni”.

Il volume è infine corredato da un’ampia rassegna bibliografica e da un repertorio dei siti Internet delle organizzazioni del settore e di portali tematici. Ulteriore documentazione e spunti di approfondimento sono disponibili sul sito www.relint.org/rifugiati, che, oltre a svolgere la funzione di compendio alla presente pubblicazione, continuerà ad essere aggiornato nell’ambito del progetto Diritti Rifugiati in Europa come punto di incontro e di scambio di informazioni sul tema dei rifugiati in Europa e della loro integrazione nella società europea.

Pagina modificata Monday 24 August 2009