Il Commento

Europa, Paneuropa, Antieuropa

Il dialogo tra Francia democratica e Italia fascista nell’epoca del memorandum Briand (1929–1934)
di Simona Giustibelli

Europa, Paneuropa, Antieuropa RubbettinoUniversità, 2006

 

Con la presentazione di Francesco Gui, curatore della serie "Europa come unità". Il volume, quinto della serie, viene pubblicato nell’ambito del progetto di ricerca "Europa come unità", cofinanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (bando 2001).

La storia del processo di integrazione europea risale ben addietro lo spartiacque della seconda guerra mondiale. Termini quali unione europea, commissione europea e mercato comune – che si direbbero coniati per l’attuale Unione – possedevano un’impensata concretezza già negli anni Venti. Prendendo le mosse dal celebre memorandum del ministro degli Esteri francese Aristide Briand, Sur l’organisation d’un régime d’Union fédérale européenne, il volume documenta il fervore europeista e gli esperimenti istituzionali che precedettero la grande tragedia. Persino il fascismo, cultore dello stato nazionale sovrano, rimase catturato dal nuovo immaginario politico, al punto da elaborare una proposta concorrenziale rispetto a quella della democrazia francese: l’unità dei popoli europei nel segno della romanità e sotto la guida di Mussolini. Il più grande congresso scientifico dell’epoca dedicato a “L’Europa” si tenne a Roma, nel decennale del regime, per iniziativa del duce.
Grazie alle carte degli archivi italiani e francesi, arricchite dai dibattiti della Académie Diplomatique Internationale e della Reale Accademia d’Italia, l’esposizione restituisce la vivacità di un confronto politico–culturale avvenuto in buona parte nel contesto della Società delle Nazioni, in cui uomini come Jean Monnet o Emil Borel gettavano le prime basi, molto meno effimere di quanto non si creda, delle future Comunità europee.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Pagina modificata Thursday 23 October 2008