Il Commento

Politiche migratorie - Lavoratori qualificati - Settore sanitario

Primo Rapporto EMN Italia

a cura di European Migration Network, Direzione Centrale Politiche per l'Immigrazione e l'Asilo del Ministero dell'Interno, Idos/Dossier Statistico Immigrazione.

edito da Antonio Ricci, Mariagrazia Colosimo e Franco Pittau

Il mercante di panni Edizioni IDOS, 2009

Dalla prefazione al volume a cura del Prefetto Mario Morcone, Capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, Ministero dell'Interno.

Il Ministero dell'Interno - con il supporto del Centro Studi e Ricerche Idos/Dossier Statistico Immigrazione - e' il referente dell'Italia per l'European Migration Network e raccoglie, nel Primo Rapporto EMN Italy, importanti riflessioni riguardo i risultati dell'ultimo quadrienno rilevati nel settore delle politiche migratorie: soffermandosi poi, in particolare, sul fabbisogno del mercato occupazionale di lavoratori qualificati, specialmente in ambito sanitario.
Il tema che il Rapporto intende far emergere e', a mio avviso, quello della necessita' di offrire significati chiari e spunti sostenibili a "norme e numeri" che ne riempiono la struttura, per riferirli alla realta' complessa del fenomeno migratorio non quali mere ricostruzioni - giuridiche e statistiche - da calare poi speculativamente nell'analisi del Sistema Paese, ma quali affidabili elementi per nuove politiche di piu' ampia prospettiva, nazionali ed europee.
Ed e' proprio questo l'approzzio da perseguire se vogliamo superare l'angusta visione dei nostri giorni in cui troppo spesso i termini sicurezza ed immigrazione vengono collegati, oserei dire "intrecciati", quasi fossero facce di una stessa medaglia, quando invece il vero grande problema da affontare e' quello dello sviluppo e del cambiamento in atto.
Siamo dunque chiamati ad investigare la realta' dei diversi settori in cui l'immigrazione sta rimodellando il volto delle nostre societa' tenendo sempre presente, da un lato, il ritardo con cui i Sistemi economici occidentali affrontano le accelerazionei imposte dall'impatto della "mobilita' migratoria" (espresso chiaramente dal ritmo di aumento della popolazione immigrata che solo in Italia ha viaggiato secondo un incremento di 300-350 mila persone l'anno nell'ultimo decennio) e, dall'altro, la delicatezza della attuale congiuntura economica internaizonale.
Congiuntura che, mentre riduce i margini di intervento tanto sui meccanismi dell'accoglienza quanto sulle politiche di integrazione, rende ancora attuale, in specifici settori, come ad esempio la sanita', il ricorso a manodopera extracomunitaria in mestieri o professioni non piu' praticate dagli italiani.
Per altro verso, in una mobilita' fatta non solo di grandi numeri e di persone che bussano alle nostre porte per realizzare un proprio progetto di vita, vi sono anche preziose risorse che possono svolgere da subito, per le conoscenze professionali ed il know how di cui sono detentori, un ruolo strategico nei processi di globalizzazione della nostra economia.
Nell'ultimo decennio la presenza di manager e lavoratori stranieri di alta qualifica, distaccati o assunti in Italia, ha costituito una strategia vincente per rimanere competitivi all'interno del mercato globale, anche in coincidenza con una accentuata carenza di risorse cresciute e formate nel nostro Paese.
Anche questo e' un aspetto della complessita' che siamo chiamati a sciogliere con strumenti piu' adeguati - come gia' fatto di recente con la modifica di semplificazione delle procedure dei visti di ingresso di cui all'articolo 27 della legge Bossi - Fini per i c.d. "High Skill Professional" - ricorrendo ad analisi sempre piu' aggiornate che suggeriscano dove ricercare il sostegno e la condivisione dei nostri partners e dove, invece, insistere per non perdere la sfida della competitivita'.

 

 

 

Pagina modificata Thursday 3 May 2012