Il Commento

Il "sistema" Mediterraneo: radici storiche e culturali, specificità nazionali

di Antonello Biagini

CNR, Roma 2002

 

Indice del libro

Nel 1994 il Comitato Nazionale di Consulenza del CNR per le Scienze Storiche, Filosofiche e Filologiche varo' per la prima volta un proprio "Progetto Strategico", che riunisse le varie competenze rappresentate nel Comitato, e lo dedico' allo studio dell’area mediterranea, sotto i diversi aspetti delle scienze umane: l’ipotesi di lavoro era che tale area avesse una sua particolare identità e costituisse "sistema", cioè un insieme strutturato di etnie, storie e culture nel senso piu' ampio del termine. A chi si occupa di "scienze umane" puo' sembrare ovvio che il Mediterraneo, nella sua globalità, costituisca oggetto di studio unitario. Come ha ben scritto Predrag Matvejevic, "… lungo le coste del Mediterraneo passava la via della seta, si incrociavano le vie del sale e delle spezie, degli olii e dei profumi, dell’ambra e degli ornamenti, degli attrezzi e delle armi, della sapienza e della conoscenza, dell’arte e della scienza. Gli empori ellenici erano ad un tempo mercati e ambasciate. Lungo le strade romane si diffondevano il potere e la civiltà. Dal territorio asiatico sono giunti i profeti e le religioni. Sul Mediterraneo è stata concepita l’Europa".
Ma non si tratta solo di uno studio sulle radici storiche. Oggi, in un momento di grave crisi politica e militare proprio sulle coste di questo mare, in presenza di grandi spostamenti di popolazioni che danno luogo in Europa a società multietniche e multiculturali, l’oggettivo rilievo di affrontare lo studio del "sistema Mediterraneo" va al di là degli interessi dello specialista, archeologo, filosofo o storico che sia, anche se per comprendere il presente è necessario avere una chiara visione del passato.
Dopo la prima euroconferenza di Barcellona del novembre 1995, dalla quale sono nati gli "Orientamenti della Commissione per le attività dei dodici Paesi della riva meridionale", l’attenzione verso il Mediterraneo è andata sempre crescendo, anche in termini economici: 5.5mld. di ECU sono stati stanziati per il quinquennio 1995–99. È infatti evidente l’interesse strategico di quest’area, sotto molti punti di vista: economia, politica, cultura, ambiente. Questo bacino è un mercato di insospettabili potenzialità, che pero' stenta a decollare, per molteplici fattori. I Paesi dell’Unione Europea che sul Mediterraneo si affacciano (Spagna, Francia, Italia, Grecia) hanno tutto l’interesse a veder spostato verso Sud il baricentro dell’Unione, che tradizionalmente ha avuto il suo fulcro piu' nel nord Europa. Come ebbi a dire presentando a Napoli nel dicembre ’97 il "Progetto Mediterraneo", sembra che finalmente all’Europa del burro cominci ad affiancarsi con pari peso l’Europa dell'olio.
Direi quindi che raramente il termine "strategico" della terminologia burocratica del CNR è stato piu' appropriato che in questo caso particolare. Nel progetto si sono attivate cinque linee di ricerca su: "Origine e incontri di culture nell’antichità", "Dalle identità nazionali alle aggregazioni geo–politiche", "Individuo e società nelle culture del Mediterraneo", "Confluenze linguistiche e percorsi di comunicazione", "Cultura scientifica e tecnologica: processi formativi". Il coordinamento dell’intero progetto si deve all’amico Antonello Biagini che ha lavorato con grande abilità e anche con grande pazienza.
A me preme qui sottolineare l’ampio spettro interdisciplinare della ricerca: dalla storia alla geografia antropica, dalla letteratura alla linguistica, alla filosofia, alla tecnologia, ecc. Né poteva essere altrimenti, dovendosi trattare dello studio in dimensione sinèronica e dia cronica di un’area che ha rappresentato e rappresenta per eccellenza un crocevia di popoli. "Progetto strategico" dunque, nel duplice senso che da un lato esso aveva come oggetto di analisi un’area strategicamente decisiva e che richiedeva dall’altro una strategia di coordinamento fra tutte le "Scienze dell’uomo" rappresentate nel Comitato del CNR. Ben 45 sono state le unità operative coinvolte, sparse su tutto il territorio nazionale, sia del CNR sia delle varie università, secondo una struttura modulare di ricerca applicata e finalizzata, come ebbe a dire felicemente lo stesso Biagini quando si tratto' di presentare il progetto.
Ma "strategico" ha qui anche un altro senso: vale a dire che la strategia di ricerca proposta ha fruttato una serie di legami scientifici fra ricercatori dei diversi Paesi mediterranei, creando una vasta rete di scambi e suscitando interessi di studio comuni, anche al di là dei confini nazionali. Il cosiddetto "Sportello" del CNR per la cooperazione scientifica e tecnologica con i Paesi terzi del Mediterraneo, diretto da Ezio Martuscelli a Napoli, ha fermamente voluto che tale cooperazione non fosse limitata a progetti come lo "Studio dei meccanismi molecolari e tecnologie innovative per la prevenzione e cura di patologie particolarmente presenti nell’area mediterranea" ovvero lo "Studio chimico ed ecologico di organismi e sostanze naturali della regione mediterranea", bensi' coinvolgesse anche il settore delle cosiddette "scienze umane". È avvenuto cosi' che alcune unità operative del progetto strategico venissero a collocarsi nel quadro delle iniziative dello Sportello di Napoli: per esempio l’unità operativa su "Comunità plurilingui e contesti migratori" nonché quella dedicata a "Aspetti psicopedagogici nell’integrazione multietnica nelle scuole elementari". È evidente, anche dalla citazione del solo tema di queste unità operative, l’estrema attualità dei problemi trattati.
Nel programma della III mostra dell’Innovazione Tecnologica dei Paesi del Mediterraneo ("MEDITERINTEC III", Napoli dic.’98) accanto a una tavola rotonda su "Proposte innovative nel campo dei materiali polimerici" o su "Problemi ambientali nella lavorazione di materie plastiche" erano inseriti anche un "Workshop" dedicato all’analisi delle lingue che si parlano attorno al Mediterraneo e un altro che trattava di "Produzione e circolazione della cultura storica, filosofica e letteraria nell’area del Mediterraneo in età moderna" (prof. Alberto Postigliola) e fra gli stand ve ne era uno che illustrava i ritrovamenti archeologici di una campagna di scavo condotta dal CNR e dall’Università di Pisa.
Termino dicendo che il progetto di cui si presentano ora i risultati è stato per me una felice esperienza culturale, non solo come presidente del Comitato umanistico del CNR, anche se questo aspetto "gestionale" non è stato trascurabile. Esso mi ha offerto la possibilità di entrare in contatto con realtà culturali diverse e pur non antitetiche, certamente un arricchimento di conoscenze.
Speriamo solo che il CNR, pur nei rinnovati assetti che hanno cancellato i Comitati di Consulenza, rappresentativi delle varie aree di ricerca, trovi le forze e la volontà, appunto "strategica", per ripetere tali felici e produttive sinergie.


Pagina modificata Thursday 3 May 2012