Il Commento

Paesaggio, territorio, ambiente. Storie di uomini e di terre

Giovanna Motta (a cura di)

FrancoAngeli, Milano 2004

 

Indice del libro

l tema si snoda fra ambiti disciplinari diversi che convergono sul Territorio, multiforme nelle sue accezioni e valenze di natura culturale, simbolica, produttiva. Nutrirsi, abitare, produrre, queste le finalità essenziali dell’uomo, il quale sin dalle origini instaura con l’ambiente che lo circonda un immediato rapporto di sfruttamento e di utilizzazione dello spazio ai propri fini, usa l’acqua delle sorgenti, si nutre di caccia e di pesca, cerca un rifugio.

Il territorio diventa rappresentazione simbolica di valori custoditi nella percezione individuale ma anche immagine della cultura di un popolo e della sua storia, paesaggio umano, antropizzato, che l’uomo è riuscito a dominare e a cambiare come accade, per esempio, per l’agricoltura europea che si configura al centro e nell’Occidente atlantico rispettivamente in coltivazioni a campi aperti ( openfield ) e a campi chiusi ( bocage ), per diventare a sud cultura promiscua mediterranea. Terre coltivate, giardini, orti botanici, sono al tempo stesso realtà fisica e paesaggio percepito, che avvicenda “pieno” e “vuoto”, seminativi, prati artificiali, monoculture. Fino al momento attuale, quando diventa nuova espressione e la decorazione formale si fa land art , nuova frontiera dell’architettura del paesaggio che prescinde da ogni obiettivo funzionale per enfatizzare l’azione dell’uomo sull’ambiente.

Il Territorio ci appartiene, fa parte del nostro mondo interiore, è luogo di riferimento, un bene mai dimenticato che alimenta l’essenza della memoria. È terra, è casa, è vita. È l’ io oggi, ma è anche noi ieri, una comunità, un popolo, che si riconosce nel legame che ha con la sua terra. Terrazze e sentieri di pietra, montagne erose dal vento, deserti ghiacciati, raccontano la storia della terra e il cambiamento del rapporto tra uomo e ambiente, fra modernità che avanza e bisogno di conservare la propria identità, dunque sempre di più si pone il problema del controllo del territorio, per una fruizione più corretta che sappia mediare fra fini culturali/sociali delle risorse e conservazione/tutela. Ciò che occorre è riuscire a individuare il giusto equilibrio per mantenere la testimonianza della propria memoria e la capacità di progettare un futuro compatibile con la salvaguardia della Terra. È ciò per cui bisogna credere, è ciò per cui bisogna battersi, affinché il proposito non rimanga utopia.


Pagina modificata Saturday 16 January 2010