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Database «Europ@»

a cura di Luca Topi

 

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Il data base «Europ@» che qui si rende accessibile ai fruitori del web è frutto di una ricerca sull'identità degli stati europei finanziata con i fondi dell'Università "Sapienza» di Roma, coordinata dal prof. Francesco Gui, ordinario di Storia Moderna e coordinatore della rete accademica, fra docenti italiani ed europei, "l'Università per l'Europa. Verso l'unione politica".
L'Unione europea non esprime oggi un fenomeno compiuto, costituendo infatti per un verso una sede di sovranità, in forza della cittadinanza europea e di un Parlamento eletto a suffragio universale, oltre alla moneta unica, ma al tempo stesso mantenendo caratteri prevalentemente confederali, tali da lasciare aperte possibili inversioni del processo di unificazione, con tutto quello – pericoli compresi, oggi particolarmente evidenti - che ne può conseguire.
In tale situazione di incertezza, ma al tempo stesso con il desiderio di concretezza che dovrebbe sempre accompagnare una simile condizione, si è ritenuto utile avviare un approfondimento e una comparazione di conoscenze in merito alle singole identità storiche degli stati membri dell'Unione. A tale riguardo, anche al fine di valutare le soluzioni istituzionali più adatte all'Unione europea, tenendo conto delle notevoli diversità statuali presenti al suo interno, è parso opportuno mettere a punto uno strumento informatico, ovvero un data base, in grado di recepire e organizzare, ponendoli a confronto, i dati per così dire identitari più significanti dei singoli paesi, posti in una prospettiva storica di lungo periodo. Sicuramente le persistenze e i cambiamenti messi sotto la lente del tempo lungo, come ci ha insegnato tra gli altri Fernand Braudel, rendono possibili consapevolezze molto importanti se non decisive. Per meglio rispondere a tali esigenze di analisi, si è appunto creata un'apposita banca dati degli stati europei, il database «Europa». Una piattaforma, cioè, in grado di raccogliere, disaggregare e riaggregare una mole di dati in maniera veloce e complessa, con la possibilità di restituire una serie di tabelle e cifre funzionali alle analisi condotte sotto il profilo storico-identitario. Pertanto è stata creata una scheda (report) per ogni stato dell'UE, con una serie di campi dove inserire le informazioni.
A proposito di stati, si è deciso di mantenere anche la Gran Bretagna, malgrado la nota vicenda che va sotto il nome di «Brexit», per taluni riconducibile ad una sindrome risalente ad Enrico VIII. Tale scelta è stata motivata dall'importanza comunque rivestita dalla Gran Bretagna per la storia dell'Europa.
Nel concreto, il data base offre in primo luogo una ricognizione sugli stati europei così come si presentano oggi. Pertanto è stata inserita una serie di dati riguardanti popolazione, forma di stato, di governo e altro ancora che sono la fotografia del presente. Tuttavia è possibile andare assai indietro nel tempo, sino alle origini della formazione di detti stati, nella consapevolezza della continuità storica di taluni (la Francia in buona posizione), delle profonde trasformazioni di altri (tra cui Germania e Italia) e dell'insussistenza come stati sovrani, fino a qualche anno addietro, di altri ancora (si pensi per esempio a Slovenia e Slovacchia). Tutte questi mutamenti e diversità sono stati recepiti ed evidenziati all'interno del data base, compresi riconoscimenti di regni, cambi di dinastie, evoluzioni religiose, prime costituzioni e trasformazioni territoriali. Accanto al livello istituzionale si sono poi inseriti una serie di dati sociali, economici e anche linguistici
che sono serviti per completare il quadro.
Attraverso le interrogazioni del data base, che non è un'opera compiuta bensì ancora in divenire, si potrà contribuire alla comprensione della complessità dell'Europa in continuo evolvere, a partire – per dati essenziali - dall'epoca della Respublica Christiana, sino alle glorie e ai dilemmi dell'oggi, con relative opportunità, ma anche sovranistiche asprezze. Un particolare importante: chi intenda suggerire integrazioni sia tematiche che contenutistiche sarà il benvenuto.

Basta scrivere a : luca.topi@uniroma1.it
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