Migrazioni Ebraiche in età moderna


Presentiamo in questa sede i primi risultati di un progetto di ricerca, finanziato dall’Ateneo il cui tema è quello delle Migrazioni Ebraiche e che prevede la creazione di una banca dati interrogabile on-line accessibile dal sito Eurostudium. Vai alla banca dati.

La ricerca nasce e si inserisce nell’ampio filone di studi sulle migrazioni, sulla mobilità e sugli insediamenti di stranieri in età moderna che ha conosciuto a partire dagli anni Novanta del XX secolo un approccio nuovo. La mobilità non più considerata come un indicatore di crisi o di dislivello economico tra località, ma come un elemento strutturale della società umana, diventa un punto d’osservazione privilegiato e alternativo dal quale studiarne i tratti caratteristici.

Il concetto di mobilità, rispetto ad un’interpretazione più tradizionale, si è esteso a tutti coloro che compiono anche solo brevi spostamenti, rispetto al loro luogo d’origine, per i motivi più disparati.

Nell’ottica di questo rinnovato quadro storiografico si è deciso di analizzare le migrazioni ebraiche non solo da e verso lo Stato pontificio, ma anche al suo interno, nel corso dell’Età moderna. L’interesse si è appuntato su tale gruppo, trattandosi di una minoranza costantemente in movimento per le ragioni più diverse (costrizione, lavoro, matrimonio).

Nel corso dei secoli dell’Età moderna diverse sono state le politiche papali che hanno interessato gli ebrei e queste hanno inciso in maniera determinante sulla loro mobilità.

Il tema delle migrazioni ebraiche può altresì mostrare i momenti di scambio e di integrazione all’interno di un perimetro storiografico che li vede come una delle componenti fondamentali della storia moderna.

La raccolta dei dati parte dal 1492, anno dell’espulsione degli ebrei dalla Spagna, sino al 1870, quando, con l’annessione di Roma al Regno d’Italia, il ghetto cessò di esistere. Il lungo periodo permette di osservare continuità e rotture e di misurare i cambiamenti.

Il progetto, visto l’arco temporale e spaziale molto ampio prevede uno sviluppo in più fasi; quella che qui si è deciso di presentare inizia dall’anno 1492 ed arriva sino al 1593, anno in cui Clemente VIII emanò la bolla Caeca et obdurata (23 febbraio 1593), con la quale si imponeva agli ebrei di poter risiedere solo nelle città di Roma, Ancona e Avignone.

Per quel che concerne l’ambito territoriale l’area scelta è stata quella del confine sud dello Stato Pontificio sino alla Capitale. Nei piccoli paesi che insistono su quel territorio vi era infatti un’antica presenza di famiglie ebraiche a cui se ne aggiunsero molte altre provenienti dalla Spagna e dal Regno di Napoli. Questa massa di nominativi è stata integrata e ampliata con gli ebrei pontifici che si spostarono per le ragioni più diverse e che sono stati considerati migranti seguendo le indicazioni della storiografia.

I cognomi sono stati inseriti a partire dal 1555, anno dell’istituzione del ghetto di Roma, a seguito della Bolla Cum nimis absurdum di Paolo IV. Di norma l’identificazione di un ebreo avveniva attraverso il nome, quello del padre e spesso anche del nonno. In Italia, l’affermarsi delle forme cognominali ebraiche non avvenne che per gradi, a partire dagli ultimi tre secoli del Medioevo. Nell’Urbe i cognomi furono introdotti dagli ebrei sefarditi, scacciati dalle loro terre, di diversa origine, un mestiere, un soprannome, un aggettivo qualificativo, ma soprattutto derivati da un toponimo. Nel corso del Cinquecento l’uso dei cognomi si estese sempre più tra gli ebrei italiani, rafforzandosi a seguito dell’istituzione dei ghetti che, imponendo una residenza obbligatoria, favorirono il controllo della mobilità. Più in generale, per poter avere un’identificazione più o meno certa del cognome, bisognerà aspettare l’età napoleonica «La politica anagrafica dello stato post-rivoluzionario, a differenza di quella tradizionale ecclesiastica, non cederà, infatti, alcun margine di negoziazione in materia di identificazione degli individui… Alle molte ambiguità onomastiche dell’Antico Regime i nuovi formulari della burocrazia napoleonica non riservarono alcuna casella». (A. Addobbati, Introduzione, in A. Addobbati, R. Bizzocchi, G. Salinero (a cura di), L’Italia dei cognomi. L’antroponimia italiana nel quadro mediterraneo , Pisa University Press, Pisa 2012, p. 12).

Le chiavi primarie del database sono: il nome e il cognome della persona, il luogo di origine, il luogo di arrivo, l’anno e le motivazioni della migrazione. A ciascun nominativo si accompagna una scheda anagrafica dalla quale si potranno rilevare, quando possibile, più informazioni sulla persona.

Il database sarà integrato da una serie di mappe e di grafici che ne costituiranno una parte fondamentale e che consentiranno di avere un’immediata rappresentazione delle motivazioni della mobilità ebraica nello Stato pontifico e che verranno pubblicate sempre sul sito di Eurostudium.

Bibliografia

La bibliografia che qui si allega è divisa in due sezioni; la prima riguarda i maggiori studi generali sul tema delle migrazione e della mobilità mentre nella seconda sono riportati solo i volumi utilizzati per il reperimento dei nomi. Entrambe le bibliografie saranno integrate nel prosieguo del lavoro.

L. Fontaine, Gli studi sulla mobilità europea nell’età moderna: problemi e prospettive di ricerca , in «Quaderni storici», 1993, 96, pp. 739-756

J. Lucassen, L. Lucassen (a cura di), Migration, Migration History, History. Old Paradigms and New Perspectives , Berne 1999

A. Arru, F. Ramella, Introduzione, a A. Arru, F. Ramella (a cura di), L’Italia delle migrazioni interne. Donne, uomini, mobilità in età moderna e contemporanea , Roma 2003, p. X e in generale l’intero volume

A. Arru, D. L. Caglioti, F. Ramella (a cura di), Donne e uomini migranti. Storie e geografie tra breve e lunga distanza , Roma 2008; European mobility. Internal, International, and Transatlantic Moves in 19th and Early 20th Centuries , Göttingen 2008 con particolare attenzione all’Introduzione di A. Steidl e alla bibliografia in appendice

P. Bevilacqua, A. De Clementi, E. Franzina (a cura di), Storia dell'emigrazione italiana, I, Partenze, II, Arrivi, Roma 2001-2002

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A. Esposito - M. Procaccia, La "schola siculorum de urbe": la fine della storia?, in «Italia Judaica, Gli ebrei in Sicilia sino all'espulsione del 1492», Roma 1995, pp. 413-422

A. Esposito, La presenza ebraica in una regione pontificia nel tardo Medioevo: il Patrimonio di S. Pietro in Tuscia e Viterbo , in «Italia Judaica. Gli ebrei nello stato pontificio sino al Ghetto (1555)», Roma 1998, pp. 187-203, pp. 187-203

A. Esposito, Onomastica ebraica e storia degli ebrei: Roma tra XIV e XVI secolo , in E. Caffarelli, P. Poccetti (a cura di), L’onomastica di Roma. Ventotto secoli di nomi, Roma 2008, pp. 145-154

A. Toaf, Gli ebrei siciliani in Italia dopo l'espulsione. Storia di un'integrazione , in «Italia Judaica. Gli ebrei di Sicilia sino all'espulsione del 1492», Roma 1995, pp. 383-396

C. Beatrice, Gli ebrei a Terracina nel Rinascimento, «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2, 2004, pp. 77-98

C. Colafemmina, Gli ebrei in Benevento, in «Italia Judaica. Gli ebrei nello stato pontificio sino al Ghetto (1555)», Roma 1998, pp. 204-227

C. Cristofanilli, La presenza ebraica ad Alatri nel 500 in Archivi e Cultura, XL 2007, pp. 95-109

E. Lee (a cura di), Habitatores in Urbe. The population of Renaissance Rome. La popolazione di Roma nel Rinascimento , Roma 2006

F. Scarica, Gli ebrei di Sezze tra XV e XVI secolo attraverso i protocolli notarili , «Archivi e Cultura», XL, 2007, pp. 59-68

K. Stow, The Jews in Rome, voll. II, 1536-1557, Leiden, New York, Koln 1995

M. Luzzati, Per la storia dei cognomi ebraici, in A. Addobbati, R. Bizzocchi, G. Salinero (a cura di), L’Italia dei cognomi. L’antroponimia italiana nel quadro mediterraneo , Pisa University Press, Pisa 2012, pp. 497-509

M. Procaccia, "Non dabarà": gli ebrei di Roma nei primi cinquanta anni del '500 attraverso le fondi giudiziarie , in «Italia Judaica. Gli ebrei nello stato pontificio sino al Ghetto (1555)», Roma 1998, pp. 80-93

F. Renda, La fine del giudaismo siciliano. Ebrei marrani e inquisizione spagnola prima durante e dopo la cacciata del 1492 , Palermo 1993

P. L. de Rossi, La comunità ebraica di Terracina (sec. XVI), Latina 2004

S. Simonsohn, The Apostolic see and the jews, Documents 1464-1521, voll. 2-6, Toronto 1990

[In questa prima fase, per l’avvio del lavoro, si è scelto di inserire i nomi ebraici tratti da libri e saggi e per ognuno di essi si è riportata, nella scheda personale, la citazione; in un secondo momento la ricerca intende allargarsi anche alla documentazione d’archivio]